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La curva di Pilò

ISBN 978-88-8238-556-9 / Pagine 352 / Anno 2026

Con questo volume, scritto intingendo la penna nel calamaio del cuore, Daniele Volontà, indomito spirito guerriero, con la sua stentorea voce, con le sue gridate di novello Mastro Bruno Pelagi, mette a nudo, denuncia tutti i mali della nostra società e la perdita dei valori etico-sociali che erano alla base, che caratterizzavano un piccolo grande mondo antico, di cui, purtroppo, si son perse le coordinate. Ci regala uno spaccato della sua immensa, vibrante anima. Non si tratta soltanto di versi, ma di frammenti di vita, di immagini che si fanno memoria condivisa, di forti emozioni che trovano voce e si offrono al lettore con autenticità e pudore. Il lettore attento saprà coglier, tra le righe, non solo la nostalgia di ciò che è stato ma anche la forza di ciò che nonostante tutto ancora resiste, la bellezza di un’identità che non si disperde, ma si trasforma e si rinnova nel tempo.

Giovanni Favasuli



Sicuramente, per chi si appresterà a leggere le poesie di questa silloge non sarà difficile capire che l’autore è un poeta originale, innovativo e versatile, abile a spaziare dalla poesia degli affetti ed evocativa, alla poesia didascalica, dalla poesia esistenziale a quella introspettiva, dalla poesia narrativa a quella storica, dalla poesia di impegno civile a quella di denuncia e di critica etica e sociale. In breve, nei versi di Daniele non troviamo soltanto un semplice sfogo dell’anima, ma anche una lucida analisi dell’essenza e della condizione umana, come pure delle piaghe sociali e dei tanti tristi accadimenti che oggi, come ieri, stravolgono e segnano la vita dell’umanità.

Totò Mediati
€ 24,00
Daniele Volontà è nato a Melito di Porto Salvo (RC) nel 1980 e cresciuto a San Carlo di Condofuri, nell’area grecanica calabrese. Formatosi tra la maestosità della fiumara Amendolea e l’attività artigiana della falegnameria di famiglia, manifesta fin dall’infanzia una profonda urgenza poetica. Nel 2005 si trasferisce nel bresciano e, dal 2010, risiede e lavora in Svizzera con la moglie e i figli.
Il distacco geografico matura in lui la necessità della svolta linguistica verso il vernacolo calabrese, inteso come lingua d’identità e di contro-narrazione storica. Già membro dell’Unione dei Poeti Dialettali Calabresi sotto la guida del mentore Giovanni Favasuli, Volontà declama i suoi versi nelle piazze della regione, risvegliando la memoria critica sulla Questione Meridionale e sui drammi risorgimentali (come nel componimento “Nu Sgarru”).
Il valore filologico della sua opera ha varcato i confini nazionali: i suoi testi sono stati oggetto di una tesi di laurea bilingue presso l’Università di Genova, sono stati musicati da varie formazioni della tradizione popolare e hanno suscitato l’interesse della stampa.
Attivo nel panorama civile e culturale, è stato uno dei promotori dell’intitolazione dell’Auditorium di Condofuri alla piccola Angelina Romano (vittima innocente dell’unione d’Italia), che oggi ne custodisce due versi su una lapide marmorea. Ha inoltre fondato il movimento culturale Ercole e le Cicale, ispirato al mito classico di Strabone. Legato alle radici etiche della propria terra e alla memoria dei nonni, considerati veri fari di civiltà, l’autore fa del ritorno e della testimonianza il nucleo della sua poetica. “La curva di Pilò” è il suo esordio editoriale.

Libri di Daniele Volontà