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Parole riflesse sull'acqua

Gruppo Poesia Comunità di Mestre

Parole riflesse sull'acqua

anno 2008, 128 pagine, ISBN 978-88-7351-236-3
collana: FUORI COLLANA

L’acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra e sembra assurdo affermare un principio che sembra ovvio, è un bene “insostituibile” e questo significa che ogni comunità umana - ed ogni suo membro - devono avere il diritto di accesso all’acqua.
L’acqua è “noi” è “in noi”, fa parte costante di tutta la nostra vita: dalla nascita, nel liquido amniotico, alla morte, in cui tutti gli umori ci lasciano.
L’acqua oltre che vita è anche bellezza (…ogni goccia ha la memoria dell’universo infinito… ) in ogni sua manifestazione: dall’iridescenza di una goccia illuminata dal sole all’immensità dell’oceano; dalla briosità di un ruscello, alla pace del lago; alla violenza della sua forza, pensiamo alle acque dello tsunami (…l’onda disumana / spazzò via flagellati i nostri corpi…/ come icone di un povero Cristo…) o ad una violenta tempesta. Ma, in ogni sua forma, che porti vita o che porti morte, l’acqua è essenziale e da sempre ispiratrice di artisti, poeti, pittori, narratori ed anche fotografi. A questi ultimi artisti abbiamo chiesto di accompagnarci in questo percorso, convinti che la vista può essere una perfetta espressione del sentire del poeta.
Cosa può fare il “poeta”? Cantare l’acqua e col suo canto sensibilizzare tutti su questo grande bene dell’Umanità.

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l'autore

Gruppo Poesia Comunità di Mestre

Nel 1984 uno "sparuto Gruppo di poeti" ritrovandosi a parlare di poesia e riscontrando che "...anche il tale scriveva, e l'amica del figlio cercava poesie … e il signor... cercava di pubblicare le proprie poesie", decise di cominciare a trovarsi seriamente per formare un GRUPPO.
L'Italia, si sa, è invasa da "poeti" e Associazioni di vario tipo che propongono le più varie iniziative "letterarie" e magari vivono solo il tempo di organizzare il solito premio letterario.
Gli amici riuniti si proposero però obiettivi più "ambiziosi" e più stabili, radicando la propria ragione nel territorio in cui iniziavano a riunirsi, raggruppando i poeti locali.
Questa iniziale scelta non fu un limite, tenendo conto che Mestre è una fucina inesauribile di poeti con comuni radici culturali, operando una identificazione sociale nella Comunità in cui vivono ed operano.
Per molto tempo Mestre è stata considerata città dormitorio, con profonde anomalie urbanistiche o come la parte meno viva di Venezia dal punto di vista degli interessi artistici e culturali. Cos'è cultura? Rivisitare i luoghi ed i personaggi "maggiori" della storia o scavare più profondamente nelle motivazioni “lontane che muovono gli uomini”?
Si pensò che fossero sia l'uno che l'altro assieme: Piazza San Marco e l'antico Borgo di San Lorenzo; l'attività turistica della Venezia internazionale e l'attività industriale di Porto Marghera con i suoi problemi economici e sociali più evidenti; la Biennale e le proposte culturali dei Quartieri.
Partiti da queste riflessioni per sfidare se stessi e la Comunità di Mestre, Memi Bellemo Brà, Giorgia Pollastri, Carla Zancanaro, Isabella Henroty Zancanaro, Pino Bonanno, Lucio Marco Zorzi, decisero di chiamarsi GRUPPO POESIA COMUNITA' DI MESTRE, aprendo la proposta a quanti credevano nella poesia ed offrendola senza vincoli di correnti e scuole, di stili o contenuti. Fu offerta una brace per scaldare la mente ed i sentimenti sempre che ci fosse il desiderio di mantenerla accesa da parte dei poeti.
Per significare le radici della scelta, ci si volle identificare con l'antico stemma di Mestre, che caratterizzava la città come nucleo urbano ed amministrativo.
Mestre, nella sua storia, segue strettamente le vicende di Venezia ed il 30 settembre 1513 l'esercito imperiale distrugge quasi completamente la città che si sacrificherà per salvare Venezia. Il senato veneziano decreterà la ricostruzione di Mestre e sostituirà le lettere C.M. (Comunità di Mestre) con le attuali M.F. (Mestre Fedele) sullo stemma della Comunità di Mestre.
Ricollegandosi idealmente al sacrificio di Mestre e riproducendone l'antico stemma (che già sventolava sul castello di Mestre al tempo del possedimento di Bonifacio vescovo di Treviso nel 1152) come simbolo del GRUPPO, ci si è voluti richiamare agli antichi valori civili che servono per saldare oggi gli impegni sociali con le aspirazioni culturali dei cittadini.
Da quel lontano 1984 sono iniziate una serie di attività che hanno portato il Gruppo ad un sempre più attento lavoro ed impegno culturale.

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