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San Luca calcio

ISBN 978-88-8238-577-4 / Pagine 144 / Anno 2026

C’era un tempo in cui il calcio era fatto di palloni di carta, campetti di terra dura e porte disegnate con due pietre. Un tempo in cui i nomi veri non servivano: bastavano quelli inventati tra amici, carichi di sogni e fantasia. Si giocava dalla mattina alla sera, senza contare davvero i gol, perché ciò che contava era correre, ridere, cadere e rialzarsi fino allo sfinimento. In quel mondo semplice e magico, la fantasia riempiva ogni vuoto e trasformava ogni mancanza in felicità pura. Eravamo poveri, ma eravamo re. Poi arrivavano i primi passi nella squadra del paese: una maglia, un pallone e, accanto al mito del famoso e amatissimo “Super Santos”, tutto sembrava possibile.
Ma il calcio, quello che conta davvero, è un’altra storia. Nella seconda parte emergono le vicende di giovani di San Luca che hanno sfiorato l’Olimpo del grande calcio, salvo poi perdersi lungo il cammino.
Infortuni, malattie, scelte sbagliate, la pandemia, la sfortuna o, talvolta, la difficoltà di sacrificarsi: destini diversi, accomunati da sogni interrotti. Ragazzi che sono arrivati abbastanza vicini da crederci davvero… e poi hanno perso l’equilibrio.
Nel terzo capitolo lo sguardo si allarga fino a toccare il calcio nazionale, raccontando la sconfitta contro la Bosnia che è costata l’esclusione dai Mondiali per la terza volta. Un punto di rottura che non può più essere rimandato, e che impone di guardare in faccia la realtà: le responsabilità di un sistema che ha smarrito la propria identità, tra scelte miopi, l’importazione di stranieri mediocri e l’assenza di una necessaria rivoluzione culturale. Senza un cambiamento profondo, il nostro calcio rischia di non rialzarsi più.
Un viaggio autentico e intenso, che attraversa l’innocenza dell’infanzia e la durezza della realtà, tra sogni e cadute, ricordandoci che il calcio, come la vita, è fatto di occasioni, errori e ripartenze.
€ 14,00
Antonio Strangio è un uomo che ha saputo unire la classe del campo di gioco alla precisione della penna. Ex calciatore di un’epoca romantica - quella in cui il calcio “contava molto e costava nulla” - ha difeso con orgoglio i colori del suo San Luca, scalando le categorie fino ad approdare alla maglia del Locri nel competitivo campionato di Promozione, quando esisteva un solo girone per tutta la Calabria.
Appesi gli scarpini al chiodo, ha trasformato la sua energia in narrazione. Storico corrispondente della “Gazzetta del Sud”, ha raccontato il territorio con la passione del testimone oculare. È stato l’anima dell’ufficio stampa della Fondazione Alvaro e promotore di realtà culturali fondamentali come l’Associazione “C. Alvaro: il Nostro Tempo e la Speranza”. Alcuni suoi contributi storici sono apparsi sul mensile “InASpromonte”, il settimanale “La Riviera”, e il settimanale online “Calabria Domenica Live” .
Tra i fondatori del mensile “Il nostro tempo e la speranza”, organo informativo dell’Associazione culturale “Corrado Alvaro” ha contribuito a dare voce a un progetto editoriale coraggioso e identitario, sospeso dopo otto numeri e uno speciale a causa della carenza di fondi, ma rimasto testimonianza viva di un impegno culturale autentico e appassionato.
Ha firmato numerosi volumi con editori come Rubbettino, Iiriti Editore e Edizioni Barbaro di Caterina Di Pietro. La sua opera è un invito costante a non perdere le radici: nei suoi scritti risuona spesso l’idea che “camminando si apprende la vita e si sanano le ferite del giorno prima”, un concetto che attraversa titoli come Immagini di un Cammino e La Casa della Memoria. Dalle guide sacre del Santuario di Polsi, definite da lui stesso come “il profumo della memoria”, ai quaderni letterari, la sua scrittura è un ponte teso tra la polvere dei campi di provincia e la nobiltà del pensiero.
Oggi Antonio vive la sua stagione più bella: quella di pensionato e nonno felice. Diviso tra le radici di San Luc a, il mare di Ventimiglia e gli orizzonti internazionali di Niederkorn (Lussemburgo), dove risiedono i suoi tre figli, continua a guardare il mondo con l’equilibrio di chi ha corso molto e la gioia di chi sa che ogni traguardo è solo l’inizio di un nuovo capitolo.

Libri di Antonio Strangio