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Orgoglio e Dignità

ISBN 978-88-8238-557-6 / Pagine 128 / Anno 2026

All’inizio del Novecento il paese era densamente popolato. Si viveva con poco e di poco. La comunità era tenuta insieme dal rispetto reciproco e dall’osservanza tacita di quei valori tramandati di padre in figlio senza nessuna regola scritta, ma supportati da sani principi radicati nella tradizione. Era una vita fatta di stenti e sacrifici, scandita dai ritmi delle stagioni e del lavoro nei campi, eppure ricca di umanità e di solidarietà.
“Orgoglio e Dignità” nasce dalla voce di mia madre. Una voce che raccontava, senza retorica, la fatica dei campi, il peso delle partenze, la dignità silenziosa di chi restava. Io ascoltavo. E ascoltando, senza saperlo, diventavo custode di un mondo che stava scomparendo. Questo libro è il frutto di quella custodia. Non è una raccolta di ricordi nostalgici, né un catalogo folcloristico di usi e costumi. È qualcosa di più difficile da nominare. È un atto di restanza. È la scelta consapevole, ostinata, di tornare con la parola laddove il tempo ha già fatto il suo lavoro di cancellazione. È tornare nel borgo del Sud, nella prima metà del Novecento, tra le donne che spigolano dopo il raccolto, i bambini che giocano negli spazi dei vicoli, gli uomini che partono e quelli che non tornano.
È tornare nella lingua, nei termini dialettali, negli idiomi arcaici perché certe realtà non trovano casa in nessu’altra parola.
I personaggi di questi episodi non hanno nome. È una scelta precisa: appartengono a tutti. Sono il contadino, la madre, la sorella, il vecchio del paese. Sono figure che chiunque abbia radici nel Sud riconoscerà; non perché le abbia incontrate, ma perché le porta nel sangue senza saperlo. Ho scritto cercando, quanto più possibile, di restare fedele a due cose insieme: la verità della memoria e la dignità della letteratura. Non ho abbellito ciò che era duro, né ho drammatizzato ciò che era quieto. Ho cercato di rendere sulla pagina quella qualità particolare del racconto orale, la voce che non recita ma testimonia.
Un ringraziamento particolare va alla dott.ssa Mariateresa Orlando, per aver dedicato il suo tempo e le sue attenzioni a questo scritto e per aver saputo vedere, in esso, ciò che speravo ci fosse.
€ 15,00
Domenica Foti è nata a Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, l’11 dicembre 1952. Ha trascorso l’infanzia nel Borgo antico di Pentedattilo, quando era ancora vivo e popolato. Un’esperienza che ha segnato profondamente la sua persona. La comunità, i legami, la serenità di quei luoghi, hanno alimentato in lei un attaccamento alle radici che il tempo non ha mai scalfito, Anche dopo che la famiglia si è trasferita, quel senso di appartenenza è rimasto vivo, trasformandosi, nel corso degli anni, in orgoglio e in cura per un borgo che è stato, e continua ad essere, un faro di civiltà. Consegue il diploma presso l’Istituto Magistrale “T. Gulli” di Reggio Calabria, nel 1970. Nel 1974, si laurea in Pedagogia presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Messina, discutendo una tesi du “Carattere della scuola tolstojana”. Il pensiero di L. Tolstoj, pedagogista di profonda umanità, ha lasciato traccia duratura nella sua visione dell’insegnamento e nel suo modo di stare vicino agli altri. Ha insegnato nella scuola primaria con senso di responsabilità ed impegno costante. Negli anni universitari, l’incontro con il prof. Luigi Lombardi Satriani, studioso delle tradizioni popolari, ha contribuito a formare ed affinare la sua sensibilità verso la memoria collettiva e la valorizzazione di una cultura a trazione meridionalista. Dopo aver formato una famiglia e visto di figli sistemarsi, ha sentito la necessità di ritornare nei luoghi della sua fanciullezza. È vivo nell’autrice quel sentimento di “restanza”, il senso profondo di appartenenza ad una terrache non smette mai di chiamare e di ammaliare. Oggi si dedica alla scrittura e alle vicende del territorio, condividendo con chi vi arriva, la storia e la memoria di quei luoghi.

Libri di Domenica Foti