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La giustizia non si divide

ISBN 978-88-8238-513-2 / Pagine 168 / Anno 2026

Questo saggio nasce in un tempo in cui la parola giustizia rischia di essere ridotta a slogan. La riforma, che sarà sottoposta a referendum nei primi mesi del 2026, viene spesso presentata come una risposta semplice a problemi complessi, come un intervento “tecnico” che promette efficienza e imparzialità. Ma, come ci ricorda sapientemente in queste pagine Alessandro Liprino, la Giustizia non è una somma di ingranaggi da separare né un meccanismo neutro da smontare a piacimento. È un sistema vivo, costituzionale, che funziona solo se le sue parti dialogano nel rispetto dei contrappesi e delle garanzie.
“La giustizia non si divide” è un libro che parla ai cittadini prima ancora che agli addetti ai lavori. Con linguaggio chiaro e rigore argomentativo, l’Autore – facendo tesoro un’esperienza professionale completa, come avvocato, pubblico ministero e giudice – ricostruisce il senso profondo della riforma, spiegando che cosa cambia davvero, quali equilibri vengono toccati e quali conseguenze concrete possono ricadere sulla tutela dei diritti e sul tasso di democraticità dell’intero sistema. Non c’è propaganda in queste pagine, ma un metodo: riportare il dibattito sul terreno dei fatti, delle norme e della Costituzione, sottraendolo alla semplificazione emotiva.
Questo libro non chiede un’adesione acritica, chiede tempo, attenzione, spirito critico e non nasce da una difesa corporativa ma da una preoccupazione civica. Chiede ai cittadini di andare alle urne con tutte le informazioni necessarie, consapevoli che la posta in gioco non è un tecnicismo per specialisti, ma il modo in cui lo Stato giudica, tutela e garantisce. In un’epoca di decisioni rapide e narrazioni urlate, La giustizia non si divide offre un esercizio raro e prezioso: pensare prima di votare. E, dopo aver pensato, scegliere!

Marcella Giustra
€ 18,00
Alessandro Liprino è magistrato ordinario, attualmente con funzioni giudicanti (Consigliere della Corte d’appello di Reggio Calabria). Ha svolto le funzioni di pubblico ministero presso le Procure di Barcellona Pozzo di Gotto e Messina, occupandosi di reati contro la pubblica amministrazione, reati economici e tutela delle fasce deboli. Ha esercitato la professione di avvocato per tredici anni, patrocinando anche innanzi alle giurisdizioni superiori. È dottore di ricerca in Scienze criminalistiche (Università di Catania) e Sistema penale e processo (Seconda Università di Napoli) è stato docente a contratto di procedura penale e diritto dell’esecuzione penale presso le Università di Messina e Napoli Federico II. È autore di pubblicazioni giuridiche, tra cui la voce “Procedimento per i reati ministeriali” del Digesto delle discipline penalistiche. È componente dell’Associazione Nazionale Magistrati.
La sua esperienza – che unisce le prospettive dell’avvocato, del pubblico ministero, del giudice e del docente – gli consente di analizzare la riforma della separazione delle carriere con equilibrio, concretezza e rigore scientifico.

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